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Le origini della famiglia e del logo della Fondazione «Un'ancora sopra un mare nella sommità dello scudo due stelle una per lato». Il logo della Fondazione è la riproduzione fedele dello stemmadell’antica e nobile famiglia Marincola, che nei suoi vari rami annovera persone di grande intelletto, fattività e patriottismo. Veniva anche indicata come Marincola di Aragona per spiegarne la sua provenienza dalla Spagna. Il primo invece a trasferirsi a Catanzaro fu Avellino Marincola nel 1528 all'epoca del famoso assedio della città. I molteplici rami della famiglia ricevettero vari titoli nobiliari e furono insigniti, in epoche diverse e da vari monarchi, di feudi, tra i quali: quello di Argusto, Taverna, San Floro e Soverato. Da qui la decisione di stabilire la sede della Fondazione a Soverato. Lo spirito patriottico di ogni componente della famiglia fu tale che essi, per oltre seicento anni, furono i protagonisti principali degli avvenimenti del popolo catanzarese. Infatti, durante la rivolta del 1647, eco locale della rivolta napoletana di Masaniello, si dovette all'energico intervento di Francesco Marincola la fine di ogni disordine. Nel 1821 tra i Carbonari catanzaresi erano Cesare, Edoardo e Giovanni Marincola. Edoardo partecipò anche alla campagna di Russia con Murat. Giovanni, fu membro del Comitato rivoluzionario nel 1848. Nel 1848 Giovanni Marincola fece parte del Comitato di salute pubblica di Catanzaro costituito il 10 giugno dello stesso anno e, nel 1860, ricoprì la carica di Sindaco della città, dopo il dimissionario Leonardo Larussa. La famiglia Marincola, di cui si elencano i principali rami, ha dato alla città di Catanzaro, in ogni tempo, amministratori capaci, oculati e sagaci, tanto che ad essa sono intitolate oggi vie, piazze e palazzi del capoluogo calabrese. Marincola Duca di Petrizzi La loro storia è ricca di riconoscimenti ecclesiastici; come la Cappellania nella Chiesa del Gesù, eretta nel 1698, sotto il titolo della Santissima Trinità. Fabrizio Marincola finanziò anche l'abbellimento della Chiesa del Gesù ( 1750 ), e la statua in marmo di Santo Ignazio di Lajola, opera pregevole di Cosimo Fanzaga, tutt’ora custodita presso il cimitero di Catanzaro. Ebbe anche il beneficio del Jus Presentandi nella Chiesa di Marcellinara sotto il titolo di “Anime del Purgatorio” . (…) Queste, in breve, le notizie più importanti di una nobile, antica e valorosa famiglia. |
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